La bassa capitalizzazione rende le criptovalute poco rischiose per l'economia, afferma un resoconto olandese

In Olanda, il Bureau for Economic Policy Analysis (CPB) ha recentemente rilasciato un resoconto sui rischi per l'economia, nel quale viene spiegato che le criptovalute non rappresentano una minaccia per la stabilità finanziaria del paese.

Il CPB afferma infatti che al momento le criptovalute non costituiscono assolutamente un rischio per il sistema finanziario a causa della loro bassa capitalizzazione di mercato, nonché per il coinvolgimento limitato da parte delle istituzioni tradizionali. Il CPB ha tuttavia evidenziato i numerosi problemi che oggi affliggono il settore delle monete digitali: frodi, finanziamento del crimine, forte volatilità del mercato e ingenti consumi energetici a causa delle attività di mining.

Ciononostante, il documento prevede che i rischi legati all'introduzione delle criptovalute nell'economia non faranno che aumentare in futuro, quando sempre più istituzioni finanziarie si interesseranno al settore. L'agenzia tuttavia rammenta che le criptovalute non rappresentano un'alternativa al denaro, in quando la maggior parte degli utenti preferisce conservare le proprie monete piuttosto che utilizzarle nella vita di tutti i giorni.

L'organo governativo ribadisce inoltre la necessità di regolamentazioni equilibrate. Il CPB compara infatti i rischi causati da una totale mancanza di normative a quelli di regole troppo severe: misure estremamente restrittive potrebbero portare alla nascita di sistemi bancari collaterali.

A marzo di quest'anno un tribunale olandese ha definito il Bitcoin (BTC) un "valore trasferibile", affermando che sulla criptovaluta ricade pienamente il diritto di proprietà.