Bithumb, il più grande exchange di criptovalute della Corea del Sud, farà un altro passo verso l'espansione in tutto il mondo rafforzando l'integrazione con la sua divisione internazionale.

Il 26 febbraio, Bithumb ha lanciato un nuovo servizio di trasferimento di asset digitali tra l'exchange sudcoreano e Bithumb Global, la piattaforma internazionale lanciata da Bithumb ad ottobre del 2019.

Intanto, le autorità sudcoreane stanno prendendo in considerazione l'idea di applicare un'imposta del 20% sul reddito derivante dalle criptovalute, cosa che sta quindi spingendo gli exchange locali a rafforzare le proprie attività oltremare.

Necessaria la verifica KYC 2 tier 2 per utilizzare il servizio

Secondo l'annuncio, per poter usare il servizio di trasferimento di asset, i clienti Bithumb dovranno completare il secondo livello del processo Know Your Customer (KYC) su entrambe le piattaforme. Pertanto, gli utenti Bithumb dotati di verifica KYC tier 2 potranno spostare i propri asset su Bithumb Global, ma non potranno rispedirli sull'exchange locale a meno che anche il loro account Bithumb Global sia conforme allo stesso livello KYC.

Inoltre, l'importo massimo per il trasferimento tra le piattaforme è limitato a due Bitcoin (BTC) - o circa 18.100$, secondo i dati di Coin360. Inizialmente, gli utenti potranno solo spostare Bitcoin ed Ether (ETH), ha affermato la società, sottolineando che i trasferimenti in won coreani non sono ancora supportati.

Bithumb Global è molto usato in Cina e in Giappone

Un portavoce dello sviluppo commerciale internazionale di Bithumb ha sottolineato che il nuovo servizio di trasferimento ha l'obiettivo di aumentare la liquidità riducendo le barriere tra le due piattaforme. Secondo il rappresentante, Bithumb Global è finora utilizzato principalmente in Corea del Sud. Il 40% dell'utenza è composto da cittadini coreani, mentre la Cina si aggiudica il secondo posto con il 25%.

Come riportato da Cointelegraph a gennaio, il Ministero dell'Economia e delle Finanze della Corea del Sud stava considerando di imporre una tassa del 20% sul reddito derivante dalle transazioni in criptovaluta. Il 21 febbraio, gli esperti fiscali della Corea del Sud hanno consigliato al governo locale di applicare una tassa commerciale di basso livello sui profitti prima di sottoporre i cittadini ad un'imposta sul reddito.

La scorsa settimana, l'exchange di criptovalute sudcoreano Upbit ha annunciato delle restrizioni sui prelievi in alcuni paesi stranieri a causa dell'incertezza in materia di tasse e procedure KYC.