L'House Financial Services Committee (FSC) degli Stati Uniti ha espresso preoccupazioni circa l’utilizzo delle criptovalute per il finanziamento del terrorismo a livello nazionale.
Durante un'udienza tenutasi il 15 gennaio, la sottocommissione del FSC per la sicurezza nazionale, lo sviluppo internazionale e la politica monetaria ha preso in esame le modalità in cui gli organi finanziari statunitensi possono contrastare il terrorismo, l’estremismo e i crimini dettati dall’odio a livello nazionale.
Durante l’udienza, intitolata “A Persistent and Evolving Threat: An Examination of the Financing of Domestic Terrorism and Extremism”, sono stati ascoltati cinque esperti che hanno passato in rassegna i vari metodi utilizzati dai gruppi estremisti organizzati per raccogliere denaro. In particolare, le criptovalute sono state indicate come strumento importante per il finanziamento di crimini dettati dall’odio e si è sottolineato quanto spesso la ricerca dei fondi necessari per tali condotte venga promossa tramite popolari piattaforme come Facebook e Telegram.
Facebook e Telegram aiutano gli estremisti a trovare Bitcoin
Jared Maples, direttore del New Jersey Office of Homeland Security and Preparedness, è stato il primo esperto ad affrontare il tema durante l’udienza, sottolineando che le autorità statunitensi dovrebbero focalizzarsi maggiormente sull’utilizzo delle criptovalute nel finanziamento degli atti di terrorismo. Ha continuato osservando che le organizzazioni terroristiche straniere hanno usato Telegram e Facebook per cercare finanziamenti in Bitcoin (BTC), e ha infine preso in esame alcuni casi che hanno visto coinvolte le criptovalute.
Si prevede che le gli estremisti all’interno degli USA continueranno a finanziare le proprie attività con le crypto, nonché vendendo merci contraffatte, stupefacenti, trafficando armi e sigarette. A questo riguardo Maples ha invitato il Congresso a non ignorare la situazione:
"Non possiamo tralasciare il ruolo che in futuro svolgeranno le criptovalute nel finanziare atti terroristici interni, sia in New Jersey sia in tutti gli Stati Uniti."
Bitcoin come alternativa ai mezzi di pagamento tradizionali
Rena Miller, esperta di finanza presso il Congressional Research Service, ha sottolineato che il contrasto al finanziamento dei gruppi terroristici negli Stati Uniti presenta nuove sfide alla luce delle nuove modalità di raccolta di denaro online. A tal proposito è stato citato uno studio condotto nel 2017 dalla Anti Defamation League (ADL) secondo il quale i gruppi terroristici negli USA tendono ad essere decentralizzati piuttosto che fortemente organizzati, e utilizzano spesso criptovalute.
Poiché lo studio ha appurato anche l’importante ruolo svolto da social media e valute digitali per questi soggetti, Miller ha invitato il governo statunitense a raccogliere e analizzare in maniera più estesa i dati finanziari. A questo fine le autorità dovrebbero avere accesso ai dati dei social media e dei servizi di pagamento.
Si è espressa così Miller:
"Questioni di carattere trasversale che spaziano da un’area all’altra della sfera di competenza del Congresso potrebbero acquisire sempre più importanza, come l’accesso ai dati raccolti dai social media e dalle piattaforme di pagamento."
Bitcoin rimane trasparente nonostante il suo anonimato
George Selim, vicepresidente dell’ADL, ha osservato che le transazioni sulla blockchain di Bitcoin conservano la propria trasparenza e possono essere tracciate nonostante l’anonimato riservato agli utenti. A tal proposito Selim ha menzionato Neonazi BTC Tracker, un bot di Twitter che pubblica informazioni relative ad alcuni wallet di Bitcoin identificati e associati a gruppi terroristici. In particolare Stormfront, il più grande sito web dedicato all'ideologia della supremazia bianca, avrebbe ricevuto circa 30.000$ in Bitcoin prima di ottobre 2017, mentre l’hacker suprematista bianco Andrew Auernheimer più di un milione.
L’invito di Selim al Congresso è di far condurre una ricerca che passi in rassegna le modalità in cui le criptovalute vengono utilizzate per finanziare i crimini dettati dall’odio a livello nazionale. È stata altresì auspicata la creazione di un inquadramento che permetta alle piattaforme crypto di tracciare le transazioni online e di evitare l’eventuale sfruttamento dei servizi erogati. A tal proposito Selim ha commentato quanto segue:
"Dovranno essere discusse le nuove forme di prodotti e servizi finanziari quali le criptovalute. La disamina dovrà interessare tanto le sfide quanto le opportunità relative a questi prodotti e servizi innovativi con l’intento di bloccare il finanziamento di atti dettati dall’odio e dalla violenza."
Mentre gli USA stanno tentando di affrontare tutte le possibili vie tramite le quali gli estremisti si finanziano anche alla luce del preoccupante aumento del terrorismo interno, alcuni esperti sostengono che le criptovalute siano una “forma di denaro con parecchie lacune” per i terroristi. Già nel 2018 il Congresso ha concluso che le organizzazioni criminali che avevano tentato di raccogliere fondi tramite valute digitali non avevano avuto successo. Analogamente il think thank statunitense senza fine di lucro RAND Corporation ha sostenuto che le criptovalute non sono adatte a soddisfare le necessità dei terroristi.
Nel frattempo l’Unione europea ha recentemente approvato un'importante normativa antiriciclaggio che garantisce maggiore trasparenza alle transazioni finanziarie, con l’intento di contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento al terrorismo. La direttiva 5AMLD, entrata in vigore il 10 gennaio, avrebbe tra l’altro costretto alcune società criptovalutarie a chiudere i battenti in Europa per via degli obblighi di divulgazione di informazioni riguardanti i propri clienti.