Il leggendario investitore e miliardario Charlie Munger, conosciuto come il braccio destro di Warren Buffet che ha contribuito a costruire la società di investimenti Berkshire Hathaway, si è spento all'età di 99 anni.
Secondo quanto comunicato dalla società il 28 novembre, la famiglia di Munger ha informato la Berkshire "che si è spento serenamente questa mattina in un ospedale della California".
Munger, che ha ricoperto il ruolo di vicepresidente dell'impero di Buffet dal 1978, ha accumulato un patrimonio netto di 2,6 miliardi di dollari ed è stato spesso lodato per aver adottato una solida filosofia di investimento e di selezione dei titoli durante il suo mandato alla Berkshire.
Sebbene Bitcoin e le criptovalute non fossero investimenti favoriti da Munger e Buffet, che una volta hanno definito Bitcoin (BTC) "veleno per topi" e "veleno per topi al quadrato", i crypto trader potrebbero comunque beneficiare degli insegnamenti di Munger in 60 anni di esperienza nel campo degli affari. Ecco alcuni approcci agli investimenti di cui Munger si è fatto garante: 

Investire solo in ciò che si conosce

Munger sottolineava come Berkshire Hathaway, al momento di valutare un potenziale investimento, classificasse spesso i titoli in uno dei tre panieri.

"Abbiamo tre panieri per gli investimenti: sì, no e troppo difficile da capire".

Quest'ultimo aspetto potrebbe giustificare il fatto che Munger e Buffet non abbiano mai investito in Bitcoin e nelle criptovalute, ma il messaggio che ne deriva è che hanno evitato di investire in ciò che non conoscevano.
Buffet ha ammesso in precedenza che lui e Munger – entrambi considerati scettici in materia di tecnologia – erano "troppo stupidi per capire" il potenziale dell'attività di e-commerce di Amazon negli anni '90, sottovalutando il fondatore dell'azienda, Jeff Bezos.
Berkshire non ha investito nemmeno in Microsoft o Google. "Abbiamo fatto fiasco", commentò una volta Munger, riflettendo sulla decisione dell'azienda di non investire nella Big G.
Ciononostante, Berkshire si è attenuta ai settori che conosceva bene, come quello bancario e quello degli alimenti e delle bevande, ottenendo enormi profitti dagli investimenti in Bank of America, American Express, Coca-Cola e successivamente Apple, nonostante la decisione iniziale di non investirvi. John LeFevre ricorda così Munger:

La formula di Charlie Munger per il successo è semplice e perfetta:
- Spendere meno di quanto si guadagna
- Investire con prudenza
- Evitare le persone e le attività tossiche
- Rimandare la gratificazione
- Non smettere mai di imparare

Munger e Buffet hanno anche padroneggiato l'arte della valutazione, interrogando il bilancio di un'azienda prima di prendere una decisione di investimento, cosa che Munger affermò una volta essere l'unico modo intelligente di investire.

"Tutti gli investimenti intelligenti sono value investing [...] Bisogna valutare l'azienda per valutare il titolo".

Sebbene le blockchain e i protocolli non possano essere valutati con un modello di flusso di cassa scontato o con altri metodi tradizionali, è possibile ricavare molti dati dalle transazioni on-chain: dal numero di utenti attivi giornalieri e dai volumi delle transazioni al valore totale bloccato (rispetto alla capitalizzazione di mercato) e ai flussi netti in entrata e in uscita, per citarne alcuni.

Il temperamento, e non il QI, contribuisce maggiormente al successo degli investimenti

Munger non fu mai una persona disposta a tuffarsi a capofitto in una nuova tendenza, preferendo rimanere sul lato più conservativo degli investimenti.
In passato ha affermato che molte persone con un "alto QI" sono pessimi investitori perché hanno un pessimo temperamento. I "grandi investitori", invece, si muovono con cautela e riflettono a fondo:

"I grandi investitori sono sempre molto attenti. Riflettono a fondo sulle cose. Si prendono il loro tempo. Sono calmi. Non hanno fretta. Non si agitano. Si limitano a esaminare i fatti e a capire il valore. Ed è quello che cerchiamo di fare noi".

"Bisogna tenere sotto controllo le emozioni irrazionali", affermò Munger in un'altra occasione.

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Essendo stato nell'arena degli investimenti per oltre 60 anni, Munger ricordava come anche la pazienza sia di grande importanza nell'accumulare ricchezza.
"I grossi guadagni non dipendono dall'acquisto o dalla vendita, ma dall'attesa".

Rafforzare la convinzione e gestire la volatilità

Munger fu testimone di diversi crolli del portafoglio di investimenti della Berkshire nel corso dei decenni, come il crollo del lunedì nero nel 1987, la crisi finanziaria del 2007-2008 e, più recentemente, la pandemia COVID-19.
Una volta sottolineò che gli investitori a lungo termine devono imparare a sostenere i propri investimenti quando le condizioni macroeconomiche sfavorevoli innescano i crolli del mercato:

"Se non siete disposti a reagire con serenità da un calo del prezzo di mercato del 50% due o tre volte al secolo, non siete adatti ad essere azionisti ordinari e vi meritate il risultato mediocre che otterrete".

"Ci saranno periodi in cui ci sarà forte tensione e altri in cui ci saranno grandi successi", condivideva Munger. "Bisogna solo imparare a viverli".

Munger nacque il 1° gennaio 1924 e si è spento a soli 34 giorni dal suo 100° compleanno.
"La Berkshire Hathaway non avrebbe potuto raggiungere lo stato attuale senza l'ispirazione, la saggezza e la partecipazione di Charlie", ha dichiarato Buffett in un comunicato.

Traduzione a cura di Walter Rizzo