I data provider di Coinbase vendevano i dati degli utenti a terze parti: è questo il motivo dell'acquisizione di Neutrino

Christine Sandler, Director of Institutional Sales di Coinbase, ha sostenuto la scelta dell'exchange di acquisire Neutrino, società italiana di blockchain intelligence. Durante un'intervista recentemente pubblicata su Cheddar, Sandler ha infatti spiegato che i precedenti data provider vendevano le informazioni degli utenti di Coinbase a fonti esterne.

Lo scorso mese, il popolare exchange statunitense Coinbase ha annunciato l'acquisizione di Neutrino, spiegando che avrebbe sfruttato le sue avanzate tecnologie per l'analisi delle blockchain. Si è trattata di una scelta estremamente controversa: pare infatti che i fondatori della start-up abbiano in passato collaborato con l'azienda di software Hacking Team, i cui spyware sono stati utilizzati da numerosi governi in tutto il mondo, compresi regimi autoritari.

Nonostante le proteste della comunità, Sandler ha difeso le azioni di Coinbase:

"Siamo consapevoli del passato di alcuni dei membri di Neutrino, [...] ma era per noi molto importante abbandonare i provider correnti. Vendevano i dati dei clienti a fonti esterne, ed era pertanto necessario ottenere il controllo di questa sezione del business, con una tecnologia proprietaria che possa garantire la sicurezza e la protezione dei dati degli utenti."

Descrivendo la tecnologia di Neutrino come "la migliore dell'industria", Sandler ha ancora una volta sottolineato l'importanza di gestire questi strumenti all'interno dell'azienda stessa.

A febbraio Coinbase ha annunciato l'inclusione di Ripple su Coinbase Pro, il servizio dell'azienda indirizzato ad una clientela professionale. Poche settimane dopo questo supporto è stato esteso anche alla piattaforma principale e alle applicazioni per Android e iOS.

Stando tuttavia ad un resoconto pubblicato dalla società di ricerca Diar, Ripple starebbe violando una delle regole di Coinbase. "Il tasso di partecipazione in mano al team di sviluppo deve essere una quota di minoranza", recita infatti il regolamento della piattaforma: Ripple possiede circa il 60% dell'offerta monetaria.

Questo ha spinto i membri della comunità delle criptovaluta a speculare sulla possibilità che Ripple abbia offerto denaro o altri benefici per rendere questa inclusione possibile. Miguel Vias, Head of Markets di Ripple, ha tuttavia apertamente negato tali accuse:

"Che venga messo a verbale. L'aggiunta di XRP [...] è stata una decisione indipendente di Coinbase, non abbiamo offerto loro nulla per renderla possibile."