Corrado Passera: le criptovalute sono 'un imbroglio' e un 'regalo alla criminalità internazionale'

Corrado Passera, banchiere e dirigente d'azienda italiano che fra il 2011 e il 2013 ha operato come Ministro dello sviluppo economico e Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per il governo Monti, ha recentemente espresso la propria opinione su Libra e sul settore delle criptovalute.

Durante un'intervista pubblicata sul portale d'informazione Dagospia, Passera ha discusso della sua nuova impresa Illimity, una banca indirizzata principalmente a famiglie e piccole aziende.

A suo parere il settore fintech offre ottime opportunità d'innovazione, specialmente per compagnie come Illimity, appena avviate e "senza legacy, ossia senza retaggi del passato con un'architettura tecnologica aperta e capace di integrare continuamente innovazioni."

Passera non ripone tuttavia la medesima fiducia nelle criptovalute. Quando gli è stato chiesto cosa ne pensasse del progetto Libra di Facebook, l'uomo ha infatti dichiarato:

"Rappresenta un rischio molto serio. A mio parere le criptovalute sono, nella migliore delle ipotesi, un imbroglio, nella peggiore un regalo alla criminalità internazionale.

Libra risponde a una visione in cui si vuole togliere alle autorità democratiche il controllo sul denaro e sui suoi flussi. Si vuol creare una specie di Stato sovranazionale con una propria moneta, proprie regole e propri tribunali. A quando un proprio esercito?

Trovo tutto ciò intollerabile"

A luglio di quest'anno il celebre imprenditore italiano Davide Casaleggio, Presidente di Casaleggio Associati, aveva pubblicato un articolo dedicato a Libra sulla sezione Economia del Corriere della Sera. A suo parere si tratta di un progetto potenzialmente rischioso, e per tale motivo una parte significativa del controllo di Libra dovrebbe essere consegnato alle Nazioni Unite:

" Come minimo, almeno la metà dei voti nell’Associazione Libra dovrebbe andare all’Onu, che aveva proposto una moneta globale già dieci anni fa, senza seguito.

[...]

Se l’Associazione Libra si prendesse cura di istituire e gestire il progetto sotto la sorveglianza delle Nazioni Unite, potremmo avere una soluzione sostenibile. Un sistema di criptovaluta globale non dovrebbe essere nelle mani di una sola azienda. Dobbiamo occuparcene adesso, che non ci sono ancora impatti sulle persone. Una volta che Libra avrà raggiunto milioni di utenti e avrà creato nuove abitudini, sarà troppo tardi."