Davide Casaleggio: 'Almeno la metà dei voti nell’Associazione Libra dovrebbe andare all’Onu'

Il celebre imprenditore italiano Davide Casaleggio, Presidente di Casaleggio Associati, ha recentemente pubblicato un articolo sulla sezione Economia del Corriere della Sera, all'interno del quale discute del progetto Libra di Facebook.

L'annuncio di Libra da parte del colosso dei social network risale allo scorso mese: si tratterà di una stablecoin ancorata al valore di svariati beni, al fine di mitigare potenziali oscillazioni del prezzo. La piattaforma verrà gestita dalla Libra Association, un consorzio formato da numerose aziende.

All'interno del proprio articolo, Casaleggio ha spiegato il motivo che a suo parere ha spinto Facebook a realizzare una nuova criptovaluta. Gran parte delle entrate della compagnia vengono generate grazie alla pubblicità, ma questo modello di business è applicabile soltanto alle regioni più ricche del pianeta. In media, Facebook guadagna infatti 27,99$ per ogni utente in Nord America, ma soltanto 2,69$ per ogni utente situato nel Sud-Est Asiatico. Il costo del servizio per ogni utilizzatore ammonta a circa 3,43$: ciò significa che attualmente l'azienda opera in perdita in numerose aree del mondo.

Ha pertanto deciso di lanciarsi nel business delle transazioni digitali, seguendo l'esempio del servizio cinese di messaggistica WeChat e di quello sudcoreano KakaoTalk. Il progetto di Facebook è tuttavia molto più ambizioso: per tale motivo, spiega Casaleggio, una parte significativa del controllo di Libra dovrà essere consegnato alle Nazioni Unite.

A tal proposito l'uomo infatti afferma:

" Come minimo, almeno la metà dei voti nell’Associazione Libra dovrebbe andare all’Onu, che aveva proposto una moneta globale già dieci anni fa, senza seguito.

[...]

Se l’Associazione Libra si prendesse cura di istituire e gestire il progetto sotto la sorveglianza delle Nazioni Unite, potremmo avere una soluzione sostenibile. Un sistema di criptovaluta globale non dovrebbe essere nelle mani di una sola azienda. Dobbiamo occuparcene adesso, che non ci sono ancora impatti sulle persone. Una volta che Libra avrà raggiunto milioni di utenti e avrà creato nuove abitudini, sarà troppo tardi."

Nell'ultimo mese, la comunità internazionale ha espresso opinioni molto contrastanti su Libra. Trump, l'attuale Presidente degli Stati Uniti, ha fortemente criticato il concetto stesso di criptovaluta, ribadendo che questa tecnologia può essere utilizzata per agevolare attività illecite. Concetto espresso anche da Steve Mnuchin, Segretario del Tesoro degli Stati Uniti, il quale ha assicurato che Libra verrà regolamentata in maniera estremamente severa.

Diversa invece l'opinione di Jens Weidmann, Presidente della Deutsche Bundesbank nonché membro del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea, secondo il quale gli organi di regolamentazione non dovrebbero sopprimere il progetto Libra prima ancora che possa compiere i primi passi.

Anche il miliardario statunitense Tim Draper crede che i regolatori statunitensi abbiano adottato un approccio troppo severo nei confronti di criptovalute e tecnologia blockchain. Nel caso di Libra, a suo giudizio non era necessario richiedere garanzie normative prima ancora che il prodotto fosse stato lanciato:

"Stiamo piazzando le regolamentazioni prima dell'innovazione. Facebook ha appena annunciato Libra: il prodotto non è ancora stato lanciato e i regolatori lo stanno già soffocando."