Secondo quanto riportato il 25 agosto dal Financial Tribune. L'Iran National Cyberspace Center (INCC) ha rivelato che la bozza del progetto per la criptovaluta statale è pronta.

Secondo l'articolo, il progetto è stato sviluppato su istruzioni del presidente iraniano Hassan Rouhani.

Saeed Mahdiyoun, responsabile della stesura dei regolamenti per il Supremo Consiglio del Cyberspazio dell'Iran, ha rivelato all'agenzia di stampa locale IBENA che l'INCC sta attivamente perseguendo l'idea di introdurre una criptovaluta nazionale.

Mahdiyoun ha anche affermato che le autorità statali elimineranno presto l'incertezza creatasi attorno alle criptovalute, dal momento che la Banca centrale dell'Iran presenterà la sua posizione ufficiale sulla questione alla fine di settembre.

Al momento, le attività relative alle criptovalute sono proibite dalle banche e dagli istituti di credito iraniani, in seguito alle preoccupazioni relative al riciclaggio di denaro che sono state sollevate per la prima volta a dicembre 2017.

Come segnalato in precedenza da Cointelegraph, l'Iran ha confermato che creerà un proprio token di stato per evitare le imminenti sanzioni statunitensi, nonché per "facilitare il trasferimento di denaro" da e verso "ogni aprte del mondo".

Prendendo esempio dal Venezuela, che ha introdotto la sua criptovaluta nazionale Petro a febbraio, le autorità iraniane stanno pensando ad utilizzare la tecnologia blockchain per aggirare vari problemi interni, tra cui il divieto assoluto di acquistare dollari statunitensi emanato ad inizio agosto.

Il 7 agosto, Cointelegraph ha segnalato la diffusione di alcuni ransomware crypto provenienti dall'Iran, che verrà probabilmente accelerata dall'attuale contesto geopolitico. Secondo il report della società di consulenza Accenture, il ransomware rilevato "potrebbe essere stato creato da attori sostenuti dal governo o da criminali iraniani".