Recentemente, il network di Ethereum ha raggiunto un nuovo traguardo legato allo staking. Il 17 agosto, lo smart contract di staking di Ethereum 2.0 è diventato il più grande possessore di Ether (ETH), superando Wrapped Ether (WETH). Stando ai dati di Etherscan, il contratto di deposito Eth2 ora contiene oltre 7,14 milioni di token Ether, cifra equivalente al momento della stesura a 23 miliardi di dollari.
Questo rappresenta quasi il 6,1% di tutti i token Ether in circolazione, quindi il tasso di staking per Ethereum è ora sopra il 6%. Lo smart contract di deposito di Wrapped Ether è sceso in seconda posizione, con 6,97 milioni di token, il 5,94% di tutti gli Ether. I dati di Beaconcha.in rivelano che al momento ci sono 217.354 validatori sul network di Ethereum.
Prima di tutto, questo traguardo ha portato Ether al terzo posto nella classifica delle criptovalute con il più alto tasso di staking. Stando ai dati di Staking Rewards, il contratto di deposito di Ethereum 2.0 arriva terzo subito dopo Cardano e Solana, blockchain proof-of-stake (PoS) sin dalla loro creazione. In contrasto ai 23 miliardi di dollari in ETH, i SOL in staking valgono 26 miliardi di dollari e gli ADA in staking ben 63 miliardi di dollari.
Pete Humiston, direttore di Kraken Intelligence, dipartimento di ricerca dell’exchange Kraken, ha discusso di queste blockchain differenti con Cointelegraph:
“Il market cap di Ether è ben oltre i 350 miliardi di dollari: diversi multipli più grande di Solana e Cardano. SOL e ADA possono anche avere una quota in staking più grande rispetto al 5,7% di ETH su ETH 2.0, ma le enormi dimensioni di Ethereum suggeriscono che sorpasserà inevitabilmente entrambi mentre ETH 2.0 avanza rapidamente.”
Lo staking di Ether è solo agli inizi
Lo staking di Ether sta già raggiungendo traguardi e scalando le classifiche, anche se lo staking sul network di Ethereum si trova ancora nel suo stadio iniziale. Tutti gli Ether attualmente depositati nello smart contract di deposito di Eth2 sono bloccati e potranno essere prelevati solo dopo la fusione della Beacon Chain con il network principale di Ethereum, la fase finale della sua transizione a un meccanismo di consenso PoS.
Rick Delaney, senior analyst di OKEx Insights, il team di ricerca dell’exchange di criptovalute OKEx, ha spiegato a Cointelegraph i possibili fattori che potrebbero rallentare la transizione:
“Alcuni fattori rallenteranno probabilmente l’adozione, incluso il requisito di bloccare capitale sulla Beacon Chain, i rischi associati ai servizi di staking centralizzati, il lancio di opportunità aggiuntive per generare rendimenti nell’ecosistema delle DApp più espansivo di Ethereum e il rischio di protocollo legato a qualsiasi grande aggiornamento di rete.”
Il nuovo traguardo per lo staking di Ethereum segue un evento importante nella trasformazione della blockchain, l’hard fork London. L’aggiornamento London è stato implementato sul network il 5 agosto, introducendo l’attesissima Ethereum Improvement Proposal (EIP) 1559, insieme ad altre quattro EIP: EIP-3554, EIP-3541, EIP-3198 e EIP-3529.
EIP-1559 ha apportato una modifica al meccanismo di tariffazione delle transazioni che eventualmente ha ridotto il tasso d’inflazione del token e ha tagliato le entrate dei miner dalle commissioni. Questo aggiornamento è il penultimo passo prima della fusione finale delle blockchain Eth1 e Eth2 programmato per il 2022.
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Humiston ha menzionato che l’inflazione ridimensionata di ETH lo rende un asset molto più scarso di quanto sarebbe altrimenti. Il programma inflazionistico cambierà nuovamente in seguito alla trasformazione finale in PoS:
“Se gli ETH distrutti superano quelli emessi nella PoS, ETH diventerà un asset deflazionario. Se la domanda dovesse restare ai livelli attuali, possiamo supporre che il prezzo di ETH probabilmente aumenterà, se tutto il resto rimane costante.”
Questo aumento del prezzo potrebbe risultare in un feedback loop positivo, in quanto un prezzo più alto potrebbe promuovere l’innovazione e lo sviluppo nell’ecosistema, che a loro volta porterebbero a un maggior utilizzo del network e di conseguenza ancora più ETH distrutti dal meccanismo introdotto da questa EIP. Oltre alla riduzione della pressione di vendita su ETH nel breve-medio termine favorendo un rialzo del prezzo, ci sono altri aspetti che vanno considerati.
Delaney ha sottolineato che attualmente i miner vendono ETH per coprire le spese relative a elettricità e hardware, ma quando il network sarà interamente protetto da staker anche i miner saranno incentivati ad accumulare ETH:
“Nel frattempo, gli ETH degli utenti del network scompariranno dalla circolazione attraverso il meccanismo di burn di 1559. Anche se il risultante shock dell’offerta spedirà probabilmente ETH sulla luna, potrebbe avere un effetto centralizzante sulla struttura dei validatori e la concentrazione della ricchezza nel network.”
Ki Young Ju, CEO del servizio di analisi on-chain CryptoQuant, ha menzionato in un tweet che una “crisi della liquidità” di vendita potrebbe spingere ETH al di sopra di Bitcoin (BTC) in termini di prezzo. Cointelegraph ha parlato di questo scenario con Andrew Keys, fondatore di ConsenSys Capital e co-fondatore e socio dirigente di Darma Capital, il quale ha chiarito che ci sarà una riduzione dell’offerta, ma “definirà una ‘crisi della liquidità’ potrebbe essere un’esagerazione.” Proseguendo, Keys ha aggiunto:
“Questa riduzione dell’offerta del token, abbinata alla maggiore scalabilità di Ethereum e alla sua più grande comunità di sviluppatori dovrebbe portare il prezzo di ETH ben oltre quello di BTC nei prossimi 24 mesi.”
La narrativa del flippening
In seguito all’aggiornamento London, oltre al maggiore interesse osservato nello smart contract di staking di Eth2, anche il prezzo del token ha visto enormi guadagni. Nell’ultima settimana, ETH ha registrato un aumento del 10,58%, mentre la crescita nell’ultimo mese corrisponde al 51,80%, superando i guadagni mensili di Bitcoin del 42%.
Questa differenza incrementale ha riportato la narrativa del “flippening” nel cryptoverse. Nigel Green, CEO e fondatore di deVere Group, una delle organizzazioni di consulenza finanziaria indipendenti più grandi al mondo, ha previsto che ETH continuerà a sovraperformare BTC per il resto dell’anno. Inoltre, ha menzionato che entro i prossimi cinque anni il valore di Ether supererà quello di Bitcoin, aggiungendo, “l’ascesa di Ethereum verso la cima del cryptoverse sembra inarrestabile.”
Di recente, il report sulle entrate nel secondo trimestre di Coinbase ha rivelato che il volume di ETH scambiato sulla piattaforma ha sorpassato quello di BTC per la prima volta nei nove anni di attività dell’exchange. Uno dei più conosciuti hardware wallet, Ledger, ha annunciato l’integrazione di un’opzione di staking accessibile tramite Ledger Live, che potrebbe portare a livelli d’interesse retail più alti per lo staking sul network, alimentando la frenesia intorno a Ethereum in generale, dinamica solitamente riservata a Bitcoin.
A proposito delle probabilità di un flippening, Delaney ha spiegato che “considerando i loro rispettivi casi d’uso attuali, BTC come riserva di valore e ETH necessario per interagire con smart contract, sembra probabile che il volume di trading di ETH supererà eventualmente quello di BTC.” Oltre al trading, i consumatori di servizi DApp dovranno acquistare ETH per interagirvi. Si tratta di un forte contrasto, dato che la maggior parte dell’offerta di BTC si trova in soluzioni di cold storage:
“Iniziative come l’integrazione di Lido con Ledger rendono lo staking di Ethereum più attraente per chi vuole evitare i rischi e le commissioni associati ai servizi di staking centralizzati, i requisiti di blocco del capitale, le barriere tecniche all’ingresso e la sicurezza. Questi fattori, combinati con il fatto che gli utenti possono mettere in staking meno dei 32 ETH richiesti per operare un nodo validatore indipendente, dovrebbero risultare nella crescita della partecipazione allo staking.”
L’aumento del valore totale bloccato (TVL) nelle app della finanza decentralizzata (DeFi) e il boom dei token non fungibili (NFT) offrono prove di un forte utilizzo di Ethereum. Stando ai dati di DappRadar, il TVL nella DeFi è cresciuto del 19% dai livelli pre-hard fork a circa 102 miliardi di dollari del 4 agosto, e attualmente si aggira intorno a 122,6 miliardi di dollari. Questo utilizzo potrebbe aumentare ulteriormente se la transizione in corso del network riesce a ridurre il gas price e migliorare la scalabilità come auspicato.
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Keys ha commentato che Ethereum supera Bitcoin in qualsiasi parametro a eccezione della capitalizzazione di mercato e dei volumi di trading, e che è solo questione di tempo prima che ETH sorpassi BTC anche in questi due. Proseguendo, ha aggiunto, “l’ecosistema di Ethereum è il più grande ecosistema che supporta applicazioni blockchain, con il 95% delle applicazioni basate su blockchain sviluppate al suo interno.”
Resta da vedere se ETH supererà BTC nel breve termine, ma Ethereum 2.0 potrebbe suscitare un rinnovato interesse nel settore delle criptovalute in generale, anche da parte dei mercati finanziari tradizionali. Come rivelato in un report di JPMorgan Chase, i rendimenti dello staking di Ethereum potrebbero raggiungere 20 miliardi di dollari entro il 2022 e 40 miliardi di dollari entro il 2025. Questo è l’ennesimo segnale incoraggiante che rafforza la domanda sostenuta per Ethereum.