Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha dichiarato che il suo governo sta considerando l’utilizzo di diverse criptovalute per evitare le sanzioni.
Il 29 settembre, Maduro ha presentato un nuovo disegno di legge che contiene misure per aiutare il Paese a riprendersi dall'impatto economico delle sanzioni statunitensi.
Il Venezuela studierà la possibilità di utilizzare diverse crypto sia nel commercio domestico che in quello estero. Maduro ha sostenuto che il nuovo disegno di legge anti-sanzioni coinvolge iniziative crypto sia private che statali; fra queste anche il Petro, la criptovaluta venezuelana ancorata al petrolio:
"Il disegno di legge anti-sanzioni è la prima proposta [...] per rafforzare l'uso del Petro e di altre criptovalute, nazionali ed internazionali, nel commercio domestico ed estero, in modo che possano essere utilizzate tutte le criptovalute del mondo, pubbliche e private. Questo è un progetto importante che è in fase di sviluppo.”
Secondo le indiscrezioni circolate online, il nuovo disegno di legge è attualmente in fase di revisione da parte dell'organo legislativo venezuelano, l'Assemblea Nazionale Costituente.
Le ultime notizie sembrano dimostrare che l'interesse del Venezuela verso le crypto non si limita al Petro, che pure è stato presentato come uno strumento fondamentale per eludere le sanzioni statunitensi.
Le nuove dichiarazioni di Maduro arrivano poco dopo che il governo venezuelano ha varato un quadro normativo ufficiale per il mining di criptovalute. Il 23 settembre, la Soprintendenza Nazionale Venezuelana per i Beni Crittografici e le Attività Correlate ha emesso il primo decreto per regolamentare tutte le attività di mining: sono stati delineati requisiti specifici per i miner, tra cui l'obbligo di aderire al cosiddetto "mining pool nazionale".
Come riportato da Cointelegraph, Maduro in passato aveva espresso la propria contrarietà a tutte le crypto tranne il Petro.
Alla fine del 2019, Maduro ha annunciato che i pensionati del Paese avrebbero ricevuto per Natale dei bonus in Petro. Nel 2018, inoltre, il governo venezuelano ha dichiarato che avrebbe versato dei bonus mensili utilizzando il Petro.
Lanciato ufficialmente nel febbraio del 2018, il Petro è diventato la prima crypto al mondo ancorata al petrolio. La moneta è stata progettata per attrarre gli investimenti stranieri ed eludere le sanzioni imposte dal governo statunitense. Tuttavia, attualmente il token non può essere acquistato al di fuori del Venezuela.