Italia: gli esperti di blockchain scelti dal MiSE proseguono i lavori, ecco le ultime novità

Sull’onda dell’interesse dimostrato da parte del Governo rispetto alle potenzialità della blockchain, e dopo aver intrapreso la scelta politica di sostenerne l’uso e la diffusione, a gennaio è anche arrivato l’emendamento che conferisce valore legale ai titoli su blockchain.

In questo quadro si inserisce un’altra scelta intrapresa dall’esecutivo, ovvero la creazione di un gruppo di trenta “esperti” del settore, attingendo dalle migliori professionalità del Paese nei campi più diversi, dall’imprenditoria all’accademia. E tra questi rientra Gian Luca Comandini, riconosciuto come una delle figure chiave per esperienza nel settore e nostro editore, che ci ha illustrato qualche punto saliente dell’importante lavoro di cui è parte.

In seno al MiSE, il Ministero dello Sviluppo Economico, a questo team è stato assegnato il compito di elaborare una strategia d’insieme che permetta all’esecutivo e al parlamento, nelle doppie vesti il policymaker il primo e di legislatore il secondo, di cogliere tutte le sfumature del fenomeno e agire di conseguenza; idealmente, ci si aspetta di vedere un lavoro delineato e in fase di conclusione, se non già ultimato, tra fine Marzo e Aprile di quest’anno. 

Sul piano operativo, il gruppo di esperti del MiSE si dividerà in un numero di sottogruppi, in base alle aree tematiche da affrontare, e le singole “sottocommissioni” avranno il compito di riunirsi, fisicamente e da remoto, per elaborare i materiali e i contenuti necessari; si sono già tenuti due plenarie del team, in cui si è effettuata la divisione in gruppi di cui sopra, con un ulteriore incontro previsto per il 25 febbraio.

Nel caso degli incontri plenari, è interessante notare, sembra essere prevista anche la partecipazione di enti regolatori (come la CONSOB), di ulteriori rappresentanti di apparati ministeriali (come l’AgID) e altri ancora, suggerendo così una verticalizzazione delle istituzioni.

Come potrete evincere dalla ricostruzione, effettuata qui di seguito, dell’ipotetica divisione per aree tematiche e dei contenuti di ognuna di queste, vi è grande attenzione non solo allo scenario italiano ma anche a quello comunitario, dal quale si tenta di cogliere i frutti già maturi ma declinati secondo le necessità del nostro Paese.

Settori strategici e analisi situazionale

Quest'area di ricerca si occuperà di analizzare i settori chiave in cui la blockchain presenta un potenziale effetto disruptive sulle pratiche tradizionalmente consolidate, ad esempio nel campo della validazione di titoli e in quello della gestione di processi aziendali, o ancora nella produzione e nel controllo della filiera. Rientra inoltre in questa fase dell’analisi l’inquadramento delle possibilità di funding sia sul mercato dei capitali che attraverso programmi di sostegno pubblico per le imprese blockchain-based, sul livello nazionale come sul piano europeo.

Quadro giuridico

Parte imprescindibile di qualunque nuova tecnologia, la comprensione del quadro normativo vigente rientra prevedibilmente fra le aree di ricerca del gruppo di lavoro. Oltre a mettere a fuoco la situazione attuale, in questa fase si prova ad immaginare una regolamentazione che possa conciliare le necessità del diritto con le caratteristiche della blockchain e dei suoi impieghi, anche in questo caso con un occhio allo scenario europeo.

Mercati finanziari, moneta elettronica e B2C

Area tematica dedicata al settore in cui si stanno investendo le maggiori energie e capitali: il fintech. L’obiettivo di questo gruppo è analizzare le “5 W”, in chiave giornalistica, della blockchain applicata alla finanza e ai sistemi di pagamento, con una contigua analisi delle minacce che potrebbero ostacolarne la scalabilità e l’affidabilità.

Know e know-how della blockchain

Nel contesto di un paese che lamenta la storica, scarsa attenzione al settore STEM e fatica ad abbracciare una forma mentis indirizzata all’innovazione, quest’area tematica si concentra sul know (o, per meglio dire, awareness) e il know-how (con formazione e un potenziale inserimento di corsi ad hoc negli Atenei) della blockchain. 

Opportunità per la P.A.

Come già sperimentato su scala locale, ad esempio a Napoli, la blockchain rappresenta un’opportunità anche per la Pubblica Amministrazione e per i suoi processi; l’analisi in questo caso si concentra sia sui casi d’uso più immediati e in un certo senso non rivoluzionari, come la dematerializzazione e la certificazione di titoli, sia su quelli più sperimentali come le politiche di stato sociale, le policy in campo sanitario o la gestione delle identità digitali dei cittadini.

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