Secondo quanto riportato dalla stampa, la criptovaluta nazionale venezuelana, il Petro (PTR), cesserà di essere operativa il 15 gennaio. La criptovaluta è stata creata nel 2018 per aiutare il Paese ad eludere le sanzioni degli Stati Uniti, ma non è mai stata ampiamente utilizzata.
La dismissione del Petro sarebbe stata annunciata sul sito web gestito dal governo e dedicato alla moneta, ma al momento della stesura il sito non risulta accessibile. La sezione amministrativa del sito web della Patria venezuelana, secondo quanto riferito, sarebbe l'unico spazio dedicato alle negoziazioni del Petro, accessibile solo tramite password.
La crypto, gestita dallo Stato e sostenuta da riserve di petrolio, è stata lanciata dopo che la valuta fiat del Paese, il bolivar, ha subito un forte calo a causa delle sanzioni degli Stati Uniti e dopo che Bitcoin (BTC) aveva già preso piede nel Paese. L'emissione del Petro è stata ordinata dal presidente venezuelano Nicolas Maduro, ma è stata osteggiata dal parlamento.
La moneta ha raggiunto la piena funzionalità nel 2020 ma non è mai stata scambiata all'estero, nonostante gli sforzi del governo Maduro per promuoverla nei 10 Stati membri dell'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America.
Nonostante i tentativi di incentivarne la circolazione interna, la moneta non ha mai assunto corso legale, il che significa che la sua accettazione non è obbligatoria. Nemmeno il Banco de Venezuela, la più grande banca del Paese, ha mai accettato il Petro, considerando anche l'assenza di un ordine presidenziale che lo obbligasse a farlo.

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A giugno 2020, la divisione Immigration and Customs Enforcement degli Stati Uniti ha emesso una taglia di 5 milioni di dollari per la cattura di Joselit Ramirez Camacho, a capo della National Superintendency of Crypto Assets, che supervisionava il Petro. È stato accusato di essere coinvolto nel traffico internazionale di stupefacenti.

Ramirez Camacho è stato arrestato in Venezuela a marzo 2023 con l'accusa di irregolarità finanziarie all'interno dell'industria petrolifera nazionale e l'agenzia da lui diretta è stata sospesa per riorganizzazione. La sospensione è stata poi prorogata fino a marzo 2024. L'indagine sull'agenzia ha portato anche alla chiusura di crypto exchange e operazioni di mining nel Paese.
Il Petro non costituiva una valuta digitale emessa dalla banca centrale. Sebbene la Banca centrale del Venezuela avesse annunciato l'intenzione di istituire una CBDC nel 2021, il progetto non si è mai concretizzato.
Traduzione a cura di Walter Rizzo