Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un flusso ininterrotto di notizie negative su Bitcoin (BTC) e il resto del mercato crypto.
L'ultima ondata di FUD arriva da una serie di articoli che si limitano a ripetere alcune vecchie informazioni provenienti dalla Cina. Una dichiarazione del governo cinese ha rivelato presunti piani per "reprimere il mining e il trading di Bitcoin."
Sebbene i piccoli trader si facciano facilmente spaventare da questo tipo di notizie, whale e market maker sanno sfruttare tali opportunità per accumulare ulteriori criptovalute, come accaduto a seguito del recente crollo di Bitcoin a 36.200$.
La Cina ha vietato il trading di Bitcoin... nel 2017
Il Comitato Cinese per la Stabilità Finanziaria e lo Sviluppo ha presentato una serie di linee guida su molteplici questioni, tra cui una riforma per le istituzioni finanziarie di medie dimensioni e un'azione repressiva contro la distribuzione illecita di titoli azionari. Non si tratta pertanto di un attacco mirato a Bitcoin, e non differisce da altre azioni simili intraprese negli anni precedenti.
Il 18 maggio, le associazioni di categoria della Banca Popolare Cinese hanno messo in guardia istituzioni finanziarie e altre organizzazioni associate, vietando loro di condurre operazioni legate al settore crypto.
Bisogna tuttavia evidenziare che il trading di criptovalute è vietato in Cina sin dal 2017, e che l'organo di stampa statale PengPai aveva espresso preoccupazioni per le emissioni di carbonio delle operazioni di mining oltre tre settimane fa.
Persino le piattaforme di market-making vengono prese di mira dalle autorità cinesi sin dal 2018. Alcuni servizi di crypto-trading continuano ad operare illegalmente nel Paese, ma la maggior parte di essi è stata identificato e chiuso nel 2019.
Gli indicatori dei derivati segnalano un accumulo
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I dati degli exchange offrono una visione più chiara sul comportamento dei trader professionisti.
Nelle prime ore del 21 maggio, whale e market maker su OKEx hanno raggiunto un rapporto long-to-short di 1,08: in altre parole, i long erano in vantaggio dell'8%. Va evidenziato che si tratta del livello più basso degli ultimi 30 giorni, indicando quindi un lieve calo di fiducia. Comunque sia, quando il prezzo di Bitcoin si è contratto sotto i 37.000$, i trader professionisti hanno aperto posizioni rialziste e attualmente i long sono in vantaggio del 62%.
L'aumento dei volumi conferma questa teoria
Il volume di trading è il miglior indicatore per confermare l'attività delle whale: i recenti picchi di tale parametro coincidono con i bottom del prezzo di BTC. Nonostante ogni scambio abbia sempre un venditore e un acquirente, possono verificarsi casi di estrema volatilità quando i volumi di trading sono particolarmente bassi, e pertanto non coinvolgono trader professionisti.
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Osservando i dati riportati in alto, non c'è dubbio che whale e market maker abbiano acquistato aggressivamente il calo di Bitcoin a 36.200$ del 21 maggio. I volumi sugli exchange spot hanno superato i 5,6 miliardi di dollari in quattro ore, un valore estremamente alto anche per un'oscillazione di prezzo del 12%.
Per mettere le cose in prospettiva, il volume medio giornaliero nell'ultimo mese è stato di 11 miliardi di dollari. Pertanto, combinando questi dati con il rapporto long-to-short degli exchange di derivati, possiamo concludere che i grandi player hanno acquistato il dip.
Sebbene non sia possibile prevedere con certezza se il supporto a 35.200$ reggerà nel week-end, possiamo aspettarci che i grandi investitori mantengano queste posizioni per molto tempo.
Le idee e le opinioni espresse in questo articolo appartengono unicamente all’autore e non riflettono necessariamente i punti di vista di Cointelegraph. Ogni investimento e operazione di trading comporta dei rischi. Dovresti condurre una ricerca propria quando prendi una decisione.