Nonostante negli ultimi due mesi Bitcoin (BTC) abbia subito il più grande attacco coordinato nella sua storia, la comunità degli investitori non si è arresa. La Cina ha vietato completamente le attività di mining nella maggior parte delle sue regioni, dando agli operatori di questo settore un preavviso di sole due settimane: ciò ha causato il più grande aggiustamento della difficoltà di mining di sempre, dopo che l’hash rate della rete è crollato del 50%.

Il sentiment del mercato che circonda Bitcoin è stato già danneggiato dopo che Elon Musk ha annunciato che Tesla non avrebbe più accettato pagamenti in Bitcoin a causa dell'impatto ambientale scaturito dal mining. Non è noto se la decisione della Cina sia stata influenzata o correlata alle osservazioni di Musk, ma senza dubbio quegli eventi hanno avuto un effetto negativo.

Un paio di settimane dopo, il 16 giugno, la Cina ha bloccato gli exchange di criptovalute dai risultati delle ricerche web. Nel frattempo, l'exchange di derivati ​​Huobi ha iniziato a limitare il trading con leva finanziaria e ha bloccato i nuovi utenti cinesi.

Infine, il 21 giugno, la People's Bank of China (PBoC) ha ordinato alle banche di chiudere i conti bancari dei mercati OTC. Persino i loro account sui social network sono stati banditi. Il desk OTC funge essenzialmente da gateway fiat nella regione, quindi senza di essi sarebbe difficile scambiare Bitcoin per stablecoin.

Allo svolgersi di tali eventi, alcuni analisti erano riluttanti a definire tali tattiche nient'altro che FUD senza senso: col senno di poi, sembra che la Cina abbia lanciato un attacco molto ben pianificato ed eseguito alla rete Bitcoin e all'industria di mining.

L'impatto potrebbe essere considerato un successo moderato sul breve termine, a causa del crollo del prezzo di Bitcoin e delle crescenti preoccupazioni che possa verificarsi un attacco 51%:

"Per quanto riguarda il mining di Bitcoin e la Cina, non credere a ciò che senti. Non escluderei la possibilità che il Partito Comunista Cinese stia cercando di orchestrare un attacco 51% alla rete Bitcoin. Resta allerta."

Nonostante le manovre, alla fine l'attacco della Cina è fallito: ecco i principali motivi.

L'hashrate è tornato a 100 milioni di TH/s

Dopo aver raggiunto il picco di 186 milioni di TH/s il 12 maggio, l'hash rate della rete Bitcoin – una stima della potenza di mining totale – ha iniziato a precipitare. L’inizio del crollo è stato causato dalle restrizioni nelle aree in cui era alto il consumo industriale di carbone: circa il 25% della capacità di mining era concentrato in tali aree.

Il divieto si è poi esteso ad altre regioni, portando l'indicatore a toccare il fondo di 85 milioni di TH/s, il livello più basso negli ultimi due anni.

Hashrate stimato di Bitcoin. Fonte: Blockchain.co

Ma la potenza di elaborazione della rete Bitcoin è tornata a 100 milioni di TH/s in meno di tre settimane. Nel frattempo, diversi miner hanno trasferito con successo le loro attrezzature in Kazakistan, mentre altri si erano trasferiti in Canada e negli Stati Uniti.

I mercati P2P non sono scomparsi

Anche se le società coinvolte nelle transazioni di crypto sono state bandite dal paese, gli investitori al dettaglio hanno continuato a fungere da intermediari: alcuni di questi hanno registrato oltre 10.000 transazioni peer-to-peer, in base ai dati del sistema di classificazione dell’exchange.

Huobi Global peer-to-peer market advertisement. Source: Huobi

Sia Huobi che Binance offrono un mercato simile, in cui gli utenti possono scambiare diverse criptovalute, tra cui USD Tether (USDT). Dopo aver convertito la loro fiat in stablecoin, diventa possibile effettuare transazioni su un exchange regolare o di derivati.

Gli exchange asiatici continuano a dominare il volume spot

Un totale bando dell’attività di trading su piattaforme cinesi si ripercuoterebbe sugli exchange precedentemente basati nella regione, quali Binance, OKEx e Huobi. Tuttavia, analizzando i recenti dati dei volumi, non è possibile constatare un impatto significativo.

Volume spot settimanale, USD. Fonte: Cryptorank.io

Invitiamo ad osservare come i tre exchange "con sede in Asia" rimangano dominanti, mentre Coinbase, Kraken e Bitfinex non siano lontanamente paragonabili ai loro volumi di trading.

Il divieto della Cina sul mining e sulle transazioni di Bitcoin potrebbe aver portato ad alcuni intoppi temporanei e ad un impatto negativo sul prezzo di BTC, ma sia la rete che il prezzo si sono ripresi meglio di quanto molti si aspettassero.

Attualmente, non è possibile misurare le transazioni OTC in cui vengono scambiati blocchi di BTC più grandi, ma è solo questione di tempo prima che questi intermediari trovino nuovi gateway e modalità di pagamento.