Il G7 pianifica di realizzare una speciale task force, il cui compito sarà quello di definire in che modo le banche centrali potranno regolamentare le criptovalute, come la recentemente annunciata Libra di Facebook, al fine di proteggere i consumatori ed impedire il riciclaggio di denaro.
Francois Villeroy de Galhau, l'attuale governatore della Banca di Francia, ha a tal proposito commentato:
"Il nostro obiettivo è quello di rimanere aperti all'innovazione, introducendo tuttavia norme ben definite. È nell'interesse di tutti."
Questa task force verrà guidata da Benoit Coeure, membro del consiglio d'amministrazione della Banca Centrale Europea.
Le reazioni dei governi internazionali all'annuncio di Libra sono state immediate. Maxine Waters, membro del Comitato per i Servizi Finanziari della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, ha richiesto l'interruzione del progetto fino a che "gli organi di regolamentazione non avranno avuto l'opportunità di esaminare potenziali problematiche e prendere una decisione a riguardo".
Bruno Le Maire, Ministro francese dell'Economia e delle Finanze, ha invece affermato che la criptovaluta di Facebook "non può e non deve" diventare una moneta sovrana. A suo parere infatti Libra sfida la sovranità dei governi, in quanto possiede attributi che "dovrebbero rimanere nelle mani degli Stati e non passare ad aziende private, che rispondono ad interessi privati."
La Reserve Bank of Australia non pensa invece che Libra rappresenti una minaccia per la stabilità economica nazionale: finché il sistema finanziario locale funzionerà in maniera efficiente, spiega l'istituzione, è improbabile che le criptovalute vengano adottate su larga scala.