Un nuovo rapporto condiviso dalla società di analisi blockchain Chainalysis mostra un'impennata nell'utilizzo delle stablecoin in Russia a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina, riportando da allora sanzioni ed una forte inflazione. 

Pubblicato ieri, il rapporto rivela che la quota del volume di transazioni in stablecoin su servizi principalmente russi sia aumentata dal 42% di gennaio al 67% di marzo, dopo l'invasione, e che da allora ha continuato ad aumentare.

Un esperto anonimo di riciclaggio di denaro regionale ha discusso con Chainalysis, suggerendo che la rimozione della Russia dal sistema transfrontaliero SWIFT comporterebbe probabilmente l'utilizzo delle criptovalute per le transazioni transfrontaliere, con le stablecoin che potrebbero risultare nello strumento di scambio ideale, grazie alla loro stabilità.

Quota del volume delle transazioni sui servizi di criptovaluta prevalentemente russi per tipo di asset, da luglio 2021 ad agosto 2022. Fonte: Chainalysis.

Il rapporto suggerisce anche che parte dell'incremento nell'utilizzo delle stablecoin sia probabilmente dovuta ai comuni cittadini russi, i quali scambierebbero il Rublo con le stablecoin al fine di proteggere il valore dei loro patrimoni.

Nel frattempo, Chainalysis ha inoltre rilevato che nell'ultimo anno l'Europa dell'Est abbia detenuto la quota più alta di attività in crypto rischiosa, rispetto a qualsiasi altra regione del mondo.

Il 18,2% dell'attività in crypto nella regione è "rischiosa" o "illecita". L'Asia orientale è la regione con la percentuale più alta (15%), mentre l'Africa sub-sahariana è al terzo posto, anche se quest'ultima ha avuto di gran lunga la quota maggiore di attività illecite che coinvolgono criptovalute. 

L'azienda ha definito l'attività rischiosa come qualsiasi transazione che coinvolge un indirizzo associato ad un'entità a rischio, come gli exchange con requisiti Know-Your-Customer (KYC) bassi o assenti. Per attività illecite si intendono invece le transazioni associate ad un'entità criminale nota.

Quota di attività cripto rischiose e illecite per regioni, da luglio 2021 a giugno 2022. Fonte: Chainalysis.

I recenti sviluppi relativi alle criptovalute potrebbero aumentare ulteriormente questo dato. L'Unione Europea ha recentemente vietato i pagamenti in criptovaluta dai russi ai wallet provider europei, il che potrebbe spingere un maggior numero di utenti crypto ad utilizzare exchange meno conosciuti e privi di requisiti KYC, al fine di aggirare le sanzioni.

Il rapporto ha evidenziato che l'uso delle criptovalute per aggirare le sanzioni significhi che sia necessario discutere più approfonditamente sull'efficacia delle sanzioni, ma sottolineando il ruolo positivo che le criptovalute hanno avuto nell'agevolare le donazioni alla causa ucraina, collocando la cifra attuale ad oltre 65 milioni di dollari.

In una precedente ricerca, Chainalysis ha riportato che la prevalenza di criminali informatici russi sta guidando un'importante attività di ransomware e di riciclaggio di denaro basato sull'utilizzo di criptovalute:

"In particolare, storicamente abbiamo assistito ad una quantità spropositata di ransomware e di riciclaggio di denaro basato su criptovalute nell'Europa dell'Est, con quest'ultimo sostenuto da un ampio ecosistema di imprese di criptovalute a rischio".